Michele Budai |
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La conoscenza di sè attraverso l'esperienza del suono, l’osservazione delle manifestazioni ritmiche spontanee del corpo ed il potere alchemico della musica sono tematiche a me care che da sempre ho amato ed accolto nel mio percorso di vita. Il mio approccio è sempre stato sostanzialmente fenomenologico, cioè un’indagine della realtà che va a cercare e
trovare senso direttamente nell’evento, capace di “raccontarsi” a suo modo e con una sua peculiare modalità. Un giorno un’insegnante prendendo in mano due sassi e sbattendoli l’un l’altro mi disse: “senti questo suono? E’ lo stesso che hanno fatto questi due sassi sbattendo tra loro migliaia di anni fa…”. Il suono è un’esperienza percettiva che ci lega l’un l’altro e ci racconta delle nostre radici più profonde.… Spesso, da piccolo, ascoltando lo scorrere dell’acqua osservavo come pensieri ed emozioni non solo venissero catalizzati ma divenissero più leggeri, quasi si plasmassero alla “forma sonora dell’acqua”. Più avanti negli anni suonando la chitarra o nei primi studi sullo xilofono rimanevo colpito di fronte alle reazioni psicofisiche che la pratica stimolava. Contrazioni muscolari che accadevano allo stimolo di determinati accordi, i muscoli intercostali che si irrigidivano o si rilassavano a seconda della scala suonata. Tutto questo ha acquisito significato durante i miei studi sulla musicoterapia con Nirodh Fortini con il quale, durante alcune meditazioni ed alcune sessioni di musicoterapia ricettiva ho compreso quanto i suoni non solo stimolino il vissuto emotivo ma siano in gradi di alterare la percezione di se o modificare la relazione con il mondo esterno andando a modificare la forma delle emozioni e la struttura dei pensieri. Questo processo è particolarmente evidente nei laboratori di musicoterapia: il suono scatena l’immaginario o il pensiero magico, diventa emozione concreta, vissuta portando su un piano tangibile parti di se sopite o dimenticate.
E’ soprattutto con l’esperienza del canto armonico, nei seminari e nelle sessioni di ascolto sottile che l’intuire i suoni come reale tessuto della materia e della realtà diviene esperienza. Praticando il canto con gli armonici eraggiungendo un sempre maggior controllo ho osservato come un dolore al ginocchio o uno stato d’ansia potesse essere modificato, portato in superficie odissolto a seconda dell’armonico cantato. Il suono e gli armonici (le componenti stesse del suono) sono a mio avviso la realtà stessa, sono le informazioni che dando forma alla materia rendendo concreta la realtà in cui siamo. Gli studi di Hans Jenny, il ricercatore che ha dato origine alla Cymatica, ci portano ad affermare che lo studio dei suoni e della loro fonazione può farci conoscere le leggi stesse dell’universo ed il significato reale delle manifestazioni materiche di questa realtà. “O Devi, immagina le lettere sanscrite, in questo epicentro colmo di nettare; prima come lettere, poi più sottilmente come suoni, quindi ancor più sottilmente come sensazioni. Poi, lasciandole in disparte, sii libera.” Vigyana Bhairava Tantra
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www.benessere-naturale.it Grafica by Tatiana Venturini |
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